sabato 29 settembre 2012

Torta di noci della val Engadina, Engadina nutcake o quasi.....

Il mio amore per la montagna è risaputo e quando Benedetta ha proposto la sfida sulla Engadina Nutcake non ho saputo resistere!!!
Mi ero riproposta di partecipare subito, poi il caldo, le vacanze, gli impegni di lavoro hanno avuto il sopravvento... ma quando l'altro giorno ho realizzato che eravamo quasi alla data di scadenza mi sono "scapicollata" al supermercato e ho comprato tutti gli ingredienti utili.
Sì, perché l'idea di come volevo realizzarla era già definita, non volevo stravolgere la ricetta,  non mi sembrava corretto, è la torta tradizionale e così deve rimanere!
La frolla descritta in ricetta, mi è sembrata molto burrosa e avendo un ricordo ancora vivo di una frolla troppo friabile che mi si rompeva da ogni lato ho pensato di ridurre un poco il burro, avvicinandomi alla mia ricetta solita.
Il ripieno l'ho mantenuto tale e quale, mentre ho pensato di variare la copertura ....invece della stessa frolla del guscio ho realizzato un coperchio di pasta choux miscelata a crema pasticcera...già provata in questa ricetta.


Ingredienti (torta diametro 26)

Per la frolla
200g di farina debole
110g di burro
100g di zucchero a velo
1uovo intero
1 pizzico di sale
1 pizzico di semini di vaniglia
1 cucchiaino di succo di limone

Per il ripieno
60g di miele millefiori
240g di zucchero
300g di panna da montare
350g di noci sgusciate (Noberasco)

Per il coperchio
300g di crema pasticcera
300g di pasta choux

noci sgusciate e zucchero a velo


Preparare la frolla: impastare la farina con il burro a pomata, il sale e lo zucchero per avere l'effetto sabbiato.
Aggiungere i liquidi (uova,limone)e i semi di vaniglia, raccolti precedentemente in una scodella, e  amalgamare il tutto con cura, ma velocemente.
Avvolgere in carta forno e raffreddare per almeno 1 ora in frigorifero.

Preparare il ripieno: mescolare miele e zucchero e caramellare in padella a fuoco basso.
Deglassare la massa con la panna e cuocere per qualche minuto.
Unire le noci tritate, mescolare, far bollire per circa 4-5 minuti.
Togliere dal fuoco e far raffreddare completamente.


Preparare il coperchio
Preparare la pasta choux e la crema pasticcera coprirle con una pellicola in modo che non si formi la pellicola sulla superficie. Far raffreddare.
Unire i due composti al 50% in una terrina, mescolando molto bene.




Assemblare: togliere dal frigo la frolla e dopo averla resa plastica, tirarla con un mattarello dello spessore di 5 mm.
Foderare una tortiera, forare il fondo con i rebbi di una forchetta, inserire il ripieno e spianare.
con l'aiuto di un sac a poche (bocchetta 12) distribuire l'impasto del coperchio, sulla superficie della torta.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per 35 minuti, funzione torte.





Questa fetta è per voi, consigliandovi caldamente una vacanza in questa valle magnifica, se poi addirittura si avesse la possibilità di pernottare nel meraviglioso Grand Hotel Kronenhof, allora sarebbe il massimo!







Con questa ricetta partecipo all'iniziativa di Benedetta Marchi Engadina Nutcake... la sfida!

Chissà mai, magari lo chef veda la mia ricetta, rimanga colpito e mi inviti a trascorrere qualche giorno in quel luogo da favola... dite che mi sto illudendo????



inoltre partecipo al primo contest del Blog Arricciaspiccia, è un blogcompleanno e questa mi sembra una torta ideale per festeggiare...manca solo la candelina, Emanuela...quella la porto io!!!!

venerdì 28 settembre 2012

Melanzane in tortiera

Questa ricetta è stata pubblicata da Ely in agosto e il giorno stesso l'avevo provata, in casa è piaciuta subito a tutti, ieri a distanza di una mese o più l'ho preparata di nuovo, con qualche piccola variazione, l'entusiasmo è stato il medesimo.
E' una ricetta comoda, veloce e golosa, per questo ho deciso di fotografarla e proporla nel blog, in modo da non dimenticarla il prossimo anno! Grazie Ely!!!!




Ingredienti
2 melanzane grandi
3-4 cucchiai di farina
olio per friggere
200g di mozzarella
50g di grana padano
1 tazza di passata di pomodoro
basilico
3 uova
noce moscata
olio evo
sale

Affettare le melanzane e metterle sotto sale per almeno mezz'ora.

Sciacquare e passarle nella farina prima di friggerle in olio bollente.

Scolarle e metterle su carta assorbente in modo da eliminare l'unto in eccesso.

Queste operazioni possono essere effettuate il giorno prima (sono solita a preparare a rate le pietanze!).

Preparare: la mozzarella, tagliandola a cubetti, il grana padano, grattugiandolo, la salsa di pomodoro in una tazza con un goccio di olio evo, sale e basilico spezzettato a mano.

A questo punto assemblare gli ingredienti: prendere una teglia da forno, ungere con poco olio evo, posizionare uno stato di melanzane, salare, aggiungere la salsa di pomodoro, il grana e la mozzarella, continuare così facendo 3-4 strati.

In una scodella sbattere le uova con un pizzico di sale e un poco di noce moscata.

Versare il composto a base di uova sulla superficie della tortiera.

Cuocere in forno caldo a 200°C per 20 minuti circa, negli ultimi 5 minuti accendere il grill.
Servire tiepido....... solo così lo gusterete davvero !  

Con questa ricetta partecipo al contest di Ely Colora il tuo autunno per la categoria Gratì Amo

mercoledì 26 settembre 2012

Zuppa di pesce a mio modo

Come già ho sostenuto più volte non sono brava a cucinare il pesce...ma mi impegno, o per lo meno ci provo.
Ecco la mia zuppa, preparata qualche tempo fa e servita con questi crostini caratteristici della Liguria, di cui mi ero appuntata il nome, ma ora non trovo più ...e che ci volete fa!!!
Anzi se qualcuno le riconosce e mi dice il nome mi fa un enorme piacere... anzi quasi quasi domani chiamo il panificio...
Ma parliamo di pesce...ho scelto quelli di mio gradimento, so che è un po' povera, ci vorrebbe la gallinella o lo scorfano..ma hanno anche le lische (nota dolente per i miei familiari!)...in ogni caso gradirei che foste critici, ditemi tutti gli errori, le toppate, datemi i consigli giusti.... mi raccomando ci tengo!


Ingredienti per 4 persone
4 gamberoni
250g di cozze
250g di vongole
4 calamari
250g di seppioline
2 fette di pesce spada
1 scalogno
3 spicchi di aglio
300ml di vino bianco
prezzemolo
1 piccolo peperoncino
1 tazza di salsa di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio evo
sale

Mettere in una ciotola a spurgare le vongole con una manciata di sale grosso e posizionatle in un luogo alla luce ma tranquillo (pare che se c'è confusione si innervosiscono e non spurgano bene!!!!! bah!).
Preparare un soffritto con olio evo, scalogno e uno spicchio di aglio, entrambi tritati sottilmente, aggiungere le seppie tagliate a rondelle e sfumare con 100ml di vino bianco.
Inserire il pomodoro, il peperoncino e allungare con un poco di acqua.
Cuocere per circa 20 minuti, e poi aggiungere i calamari affettati e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Nel frattempo pulire e spazzolare le cozze, inserirle in una padella con coperchio con un cucchiaio di olio, 1 spicchio di aglio in camicia e 100ml di vino bianco, posizionare su di un fuoco alto e muovere la padella, questo movimento associato al calore fa in modo che si aprano le valve di questi molluschi.
In un 'altra padella procedere allo stesso modo con le vongole.
Tagliare a cubotti il pesce spada e aggiungere alla pentola (sarebbe meglio avere un coccio!!!) in cui stanno cuocendo seppie e calamari, proseguire la cottura per altri 10 minuti.
Controllare sempre la quantità di brodo,  al limite aggiungere un poco di acqua.
Aggiustare di sale.
Ora è la volta dei gamberoni e dopo 5-8 minuti le cozze con le vongole, già aperte.
Mescolare con delicatezza facendo in modo che ogni prodotto venga  a contatto con il sughetto.

Servire ben caldo con dei crostoni dopo aver spolverizzato con prezzemolo tritato!!!

Con questo piatto partecipo al contest di Max, Un Coccio al Mese, essendo una ricetta ideale per la cottura in coccio, 

lunedì 24 settembre 2012

Torta Pasqualina con farcia multicolor

All'Mt-challenge si impara sempre qualcosa di nuovo, questo mese è stata la volta della torta pasqualina.
L'indizio canoro, trasformatosi in casa mia in un tormentone per 2 giorni filati (fintanto che mio marito, persona tranquilla e posata, ha dato veramente fuori...), mi aveva illuminata, ma non mi convinceva con gli altri indizi, ero infatti poco pronta su questo rustico...
La storia dei veli mi mancava, la cannuccia è stata una splendida scoperta...
Da qui la voglia di provare assolutamente ....
Mi sono attenuta all'impasto dettato dalla Vitto, e a tutte le sue indicazioni in merito, precisissima!
Per la farcitura, era grande la voglia di fare un salto a Rapallo durante lo scorso w-e per comprare la prescinseua, ma visto i vari impegni del pargolo (sì, ormai è lui che detta legge !!!), ho preparato la torta con yogurt e ricotta.
L'idea della farcitura a strati mi è piaciuta subito, anche perchè le poche volte che l'avevo preparata, il ripieno era tutto miscelato, tranne le uova ...che però le mettevo già rassodate (vedo gli sguardi schifati...non fate così, ve ne prego!)....
Così, ho preparato la base verde con biete e maggiorana (condite con il parmigiano) e la parte bianca con ricotta yogurt e un poco di paprika; per evidenziare i due strati li ho separati con pomodori secchi sotto'olio... cosa ne pensate? Questa volta le uova le ho inserite crude (la foto lo testimonia)....


Ingredienti
300g di farina (W=400)
30g di olio evo
75ml di vino bianco secco
75ml di acqua
sale
350g di biete lessate
3 uova
2 cucchiai di yogurt greco
250g di ricotta
100g di pomodori secchi sott'olio
paprika dolce
50g di parmigiano reggiano
3-4 rametti di maggiorana fresca
olio evo

Impastare la farina con l'olio, aggiungere il sale e l'acqua dopo averla unita al vino.
Dividere in 5 panetti e farli riposare coperti in luogo fresco per un paio d'ore,  ma non in frigo.

Nel frattempo preparare il ripieno: in una padella con olio caldo rosolare le biete lessate e la maggiorana fresca, aggiustare con il sale (operazione utile ad insaporire e ad asciugare la verdura lessata).

Grattugiare circa 40g di parmigiano reggiano, spargere sulle biete dopo aver spento il fuoco. Far raffreddare.

Miscelare la ricotta con lo yogurt, salare e spolverizzare con paprika dolce (a piacere).

Passate le due ore, con l'aiuto del mattarello stendere un panetto alla volta, pennellarlo con olio in superficie e foderare la tortiera (io una di silicone di diametro 22cm), facendo debordare.

Posizionare 2 veli sul fondo della tortiera, farcire con le biete, disporre: uno strato di pomodori secchi sott'olio, la ricotta-yogurt speziata.

Fare tre avvallamenti con il dorso di un cucchiaio e sgusciare tre uova medie all'interno, cospargere con scaglie di parmigiano.

Esperienza cannuccia.....
Ricoprire con i tre veli,  assottigliati con il mattarello e anche con i pugni infarinati, cercando di evitare la formazione di buchetti! 

Ogni strato deve essere unto con olio utilizzando un pennello, prima di disporre l'ultimo strato, posizionare una cannuccia.

Chiudere con un cordone i cinque veli, e poi soffiare  nella cannuccia in modo da gonfiare a cupola l'ultimo strato di pasta (non devo aver sigillato nel migliore dei modi in quanto tendeva a sgonfiarsi...).

Chiudere velocemente e cuocere a forno caldo 180°C per 40-45 minuti. 


Naturalmente con questa ricetta partecipo all'Mt- Challenge di Menù turistico:

domenica 23 settembre 2012

Alici gratinate in tortiera

Premetto che le mie capacità di cucinare il pesce sono un po' scarse, il che sommato ad una famiglia d'origine che non amava questo alimento mi rende ancor più imbranata.
Da quando sono sposata (ormai tanti tanti anni!), mi sono ripromessa di cucinarlo almeno una volta alla settimana e questa ricetta la ripeto abbastanza spesso.
E' una ricetta siciliana, che una cara amica di Siracusa mi ha passato con la promessa solenne di andarla a trovare... purtroppo non sono riuscita ancora a mantenere la promessa...
Non sono mai stata in Sicilia e mi piacerebbe davvero andarci, Paola, così si chiama la mia amica, l'ho conosciuta in Alto Adige, tanti anni fa, abbiamo trascorso le vacanze assieme per anni.... 
E' solare,chiacchierona, vulcanica, con quella sua parlata caratteristica che la rende davvero simpatica, ora ci sentiamo solo al telefono di tanto in tanto, ma so che non è cambiata!
Ecco la sua ricetta, ve la passo ....


Ingredienti
3 pomodori tondi
400g di alici fresche spinate
1 spicchio d'aglio
4-5 cucchiai di pane grattugiato
3 cucchiai di pecorino tritato
origano
prezzemolo
olio evo
sale

Ungere il fondo della tortiera, affettare i pomodori e ricoprire il fondo, salare.

Disporre le alici aperte a libro.

Preparare la panatura: frullare il pane, lo spicchio d'aglio,  il formaggio, l'origano, il prezzemolo e l'origano, aggiustare di sale.

Ricoprire con la panatura la tortiera di alici, ungere con l'olio (sarebbe meglio spruzzarlo con lo spray, il mio si è rotto e quindi ho dato un giro ....).

Cuocere in forno caldo a 170°C per 20 minuti circa.


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette della Sicilia, dal blog Fragoliva.

e al contest di Gioia del blog In cucina con Gioia La Sicilia in tavola


senza dimenticare la partecipazione al contest Un'acciuga al giorno del blog  Poveri, ma belli e buoni


sabato 22 settembre 2012

Frittelle di zucchine e menta

Cucino pochi fritti..non perché sono una salutista (purtroppo!), e nemmeno perché sporco la cucina o per l'odore che sprigiona...solo perchè mi piace caldissimo...direi bollente e non riesco mai a mangiarlo così ...questo mi indispone ...
Inoltre, mi ritrovo da sola in cucina a friggere e tutti in sala da pranzo a mangiare alle mie spalle...mi sento troppo Cenerentola!!!!
A parte gli scherzi, mi disturba il non sedersi tutti assieme a tavola, per me mangiare significa proprio riunirsi tutti attorno al tavolo, condividere il cibo e stare in compagnia, da qui l'esigenza di preparare cose in anticipo e scaldare velocemente al momento.
Quando ho letto da Elly, di queste frittelle buone pure fredde, mi sono detta:"Fanno per me!!!".
Sono buonissime, croccanti,  fresche,  gustose..le ho preparate con delle costate speciali e sono finite in un battibaleno. Le ho servite tiepide, in pratica ho finito di friggerle e dopo le foto le portate in tavola ... perfette!
Grazie Elly, ottima ricetta!


Ingredienti
2 zucchine
6-7 foglie di menta (menta rotundifoglia)
sale
per la pastella:
100g di farina
120g di vino bianco secco freddo
1 albume montato a neve
sale
olio per friggere

Setacciare la farina e bagnarla con il vino freddo a filo mescolando con la frusta, risulterà piuttosto fluida. Mettere in frigo e attendere un'ora.

Tagliare a julienne le zucchine, salare con sale fino e far perdere l'acqua di vegetazione mettendola a riposare in uno scolapasta, attendere un'oretta.

A questo punto montare a neve l'albume, unirlo alla pastella con delicatezza per evitare di smontarlo.

Inserire in questa pastella le zucchine e la menta tagliuzzata a mano e mescolare.

Scaldare l'olio alla temperatura di circa 160°C e inserire a cucchiaiate le zucchine con la pastella, rigirare e scolare su carta assorbente. Dopo un assaggio a caldo, valutare se aggiustare di sale.

Avendo dimenticato l'ultimo passaggio (assaggio e ulteriore salatura), ho spolverizzato un poco di parmigiano quando si erano già un poco raffreddate (mi sono salvata in corner!)

Con questa ricetta partecipo al WHB, Weekend Herb Blogging, ideato da Katlyn of Kalyn's Kitchen, gestito da Haalo of Cook (almost) anything at least once and in Italia organizzato da  Brii di Briggishome, che questa settimana ospita pure! 

giovedì 20 settembre 2012

Gelo di mellone, cioè di anguria!!!!

Un paio di anni fa avevo letto un libro molto carino "Alla Tavola di Jasmina" di Loria e Quadruppani, ambientato nella Sicilia del XI secolo, questo libro è strutturato in sette storie legate da una trama principale, con tante tante ricette, tutte rigorosamente siciliane. Quelle che mi avevano colpito di più le avevo fotocopiate e conservate tra le mie riviste più care.
Già, perchè quando trovo ricette interessanti a volte le fotocopio pure....sono un caso disperato!
Quando ho pensato di partecipare all'Abbecedario culinario d'Italia, sono andata a riprendere le vecchie fotocopie e ho iniziato a sfogliare fintanto che ho trovato questa ricetta, che mi ha incuriosito sia nella preparazione che nella combinazione dei sapori. 
Devo assolutamente provarla!
Naturalmente con qualche variazione, ad esempio ho eliminato i fiori di gelsomino, non potendo reperirli, e poi ho passato in gelatiera anziché raffreddare solo in frigorifero.



Ingredienti
1/2 anguria di dimensioni non eccessive, che passata al passaverdura, ha prodotto 600ml di succo.
quindi:
600ml di succo di anguria
50g di amido di mais
75g di zucchero
3 cucchiaini di cannella in polvere
3 cucchiai di cioccolato in gocce
3 cucchiai di zucca candita (io arancia candita)

Al succo di anguria viene unito le zucchero e l'amido (attenzione stemperare bene a freddo togliendo i grumi), cuocere a fuoco moderato mescolando finché il succo non si rapprende.
Togliere dal fuoco unire la cannella e raffreddare in freezer per circa 15 minuti. Accendere la gelatiera e mantecare il gelo per circa 15 -20 minuti, unire il cioccolato e i canditi.


Ho servito il gelo nella scorza della anguria, che avevo mantenuto integra mentre toglievo la polpa con un cucchiaio.


Con questa ricetta partecipo all'
Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette della Sicilia, dal blog Fragoliva.



martedì 18 settembre 2012

Pesche ripiene con salsa all'uva fragola e crumble

Le pesche ripiene sono una ricetta di famiglia, la mia mamma le preparava spesso in estate, si assaporano fredde e nelle giornate afose sono un toccasana, ricche di sali, di zuccheri e acqua.
Ho rielaborato la ricetta prendendo spunto da una foto pubblicata su La Cucina Italiana di luglio...
La preparazione, gli ingredienti  e il gusto sono completamente diversi... ma l'idea del crumble abbinato alla pesca mi ha colpito e...affondato!
Ho utilizzato l'uva fragola molto diffusa in zona, è un vitigno da tavola, non indicato per la vinificazione, ma ottimo per la preparazioni di piatti per il suo profumo inebriante, il gusto dolce e il  colore deciso.
Ma ecco la mia elaborazione...


Ingredienti per 4 persone
4 pesche noci
1 grappolo di uva fragola
1 uovo
50g di amaretti
75g di mandorle pelate
75g di farina
50g di burro a pomata
75g di zucchero di canna
2 cucchiai di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di agar agar
1 pizzico di sale

Preparare il crumble: tritare le mandorle con lo zucchero di canna in un mixer, unire la farina, il burro e un pizzico di sale, mescolare velocemente. Mettere in frigo per almeno 2 ore (io, una notte).
Sbriciolare l'impasto con le dita formando tanti piccoli tocchetti, posizionarli in una teglia ricoperta di carta forno e cuocere a forno caldo 180°C per circa 10 minuti.
Preparare la salsa all'uva fragola: passare al passaverdure gli acini di uva, prelevare 200ml di succo, unire i due cucchiai di zucchero e l'agar agar, mettere sul fuoco e portare a bollore per un paio di minuti mescolando (solo così l'agar si distribuirà nella salsa). Far raffreddare.
Preparare le pesche: lavare le pesche, tagliarle a metà, togliere il nocciolo e, con l'aiuto di un coltellino, allargare l'incavo in cui era posizionato il nocciolo e tagliuzzare la polpa.
Tritare gli amaretti in polvere fine, unire la polpa, l'uovo intero e due cucchiai di succo d'uva, mescolare accuratamente.
Posizionare la farcia in ogni mezza pesca, prima collocata in una teglia, e cuocere a forno già caldo (180°C) per 20-25 minuti (controllare che si formi la crosticina).
Far raffreddare e poi conservare in frigorifero.

Servire le pesche ripiene fredde nappate con la salsa d'uva calda (a 50-60°C abbiamo la densità ottimale)  e il crumble alle mandorle.


All'assaggio troveremo l'alternanza delle consistenze (pesche morbide, salsa vellutata e crumble croccante) e delle temperature (pesche fredde, salsa calda).... è un'ottimo dessert, ve lo consiglio!!!


Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia e Valentina Colors & food what else?

Pipi ca' muddica - Peperoni con pangrattato

Questa ricetta tipica siciliana, l'ho scoperta sul web per caso (qui), mi è subito piaciuta, gli ingredienti sono tra i miei preferiti.
Così non ci ho pensato due volte e ho provato a cucinarla, facendo una piccola variazione, ho sostituito i pinoli con le mandorle.
Se vi piacciono i peperoni e i sapori piuttosto dolci è la ricetta che fa per voi... è buona fredda e quindi da potersi preparare anche con un certo anticipo.
Sull'aspetto non so se ho azzeccato i tagli,  non avendo mai visto il piatto, ma sul gusto sono sicura che è speciale!
Ecco la ricetta...



Ingredienti per 4 persone
2 peperoni gialli grandi
60g di pane grattugiato
60g di caciocavallo grattugiato
uvetta passa (1 manciata)
mandorle (1 manciata)
1 cipolla
3 cucchiai di olio evo

Mettere in ammollo l'uvetta (dopo averla lavata, ricordate che spesso è trattata con anidride solforosa) per almeno 1 ora usando acqua tiepida.
Scaldare l'olio in una padella con coperchio, affettare sottilmente la cipolla e metterla a rosolare  a fuoco basso.
Aggiungere i peperoni affettati a listarelle, rosolare, aggiungere un poco di acqua (circa 30ml), aggiustare di sale e pepe, chiudere con il coperchio e cuocere per circa 20 minuti.
Preparare il caciocavallo grattugiato e tagliare a tocchetti irregolari le mandorle.
Terminata la cottura, assicurarsi che la cottura sia ottimale, inserire le mandorle, il formaggio, l'uva passa sgocciolata e il pane grattugiato.
Rimettere sul fuoco dopo aver mescolato, lasciarlo insaporire per qualche minuto.
Servire a temperatura ambiente.

Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette della Sicilia, dal blog Fragoliva..... ciao ragazze!!!!

lunedì 17 settembre 2012

Anolini.... detti anvei per la rubrica Cibo e Regioni

Buon giorno e buon Lunedì!!!

Oggi abbiamo il secondo appuntamento, dopo l'estate, di Cibo e Regioni - Idee dall'Italia che cucina, capitanata da Babi e Renata, l'argomento sarà   "i ripieni" e abbiamo una bella novità da annunciarvi... 
siamo al completo!!!!
Tutte le regioni da oggi sono presenti in questa iniziativa, è stato un bel traguardo che ci ha fatto molto piacere. Benvenute alla Basilicata (Nanà), al Molise (Loredana) e alla Saldegna (Vicky)!!!!
Questo significa ci permette di evidenziare le differenze della cucina dal nord, al sud, dalle isole al continente, dal mare alla montagna...insomma avremo un quadro generale e vedremo come la storia e i prodotti del territorio hanno inciso sulla gastronomia delle diverse regioni d'Italia.
Iniziamo subito ad entrare nelle cucine e curiosare come vengono prepararti i ripieni....

VALLE D’AOSTA: Tortine di patate e cotolette alla valdostana di L’Appetito Vien Mangiando

PIEMONTE: Agnolotti piemontesi di La Casa di Artù


LOMBARDIA: I casoncelli  di L’Angolo Cottura di Babi


TRENTINO ALTO ADIGE: Tirtlen “Tutres” di A Fiamma Dolce  


FRIULI VENEZIA GIULIA: Caramai ripieni di Nuvole di Farina


VENETO: Calamari ripieni alla veneziana di Semplicemente Buono


EMILIA ROMAGNA: Gli Anolini ….detti Anvei di Zibaldone Culinario (qui)


LIGURIA: I Fratti di Un’arbanella di Basilico  

TOSCANA: Cannelloni alla toscana di Non Solo Piccante


UMBRIA: Piccioni  ripieni di 2 Amiche in Cucina  


MARCHE: 
Cozze ripiene di La Creatività e i suoi Colori


ABRUZZO: Peperoni ripieni all’abruzzese di In Cucina da Eva


MOLISE: I casciatelli alla molisana  di La Cucina di Mamma Loredana


LAZIO: Due paste ripiene della mia città: Ravioli di ricotta e i "carcioncini" della tradizione ebraica di Chez Entity


PUGLIA: Le Panzaròtte chjine di Breakfast da Donaflor

BASILICATA: Calzoni ripieni di ricotta e cannella di Pasticciando con Magica Nanà


CAMPANIA: Danubio rustico napoletano ripieno di Le Ricette di Tina


CALABRIA: Pipi chini di Rosa ed Io


SICILIA: Totani ripieni di Cucina che ti Passa 

SARDEGNA: Torta salata ripiena di salsicce e patate, sa panada sarda di Vickyart  Arte in Cucina


Per l'Emilia Romagna, ho deciso di pubblicare gli anolini o anvei, prodotto tipico della mia provincia e prodotto De.CO. (Delibera del Consiglio Comunale di Piacenza n.263 del 2006), dove sono sicura di non prendere cantonate!
E' il piatto della festa, il primo piatto per eccellenza, sempre presente sulla tavola di Natale e delle feste comandate. Ho lottato per anni con la mia nonna per evitarli il giorno di Ferragosto (con il caldo afoso, non è certo l'ideale), ma lei sosteneva che almeno un assaggio ci voleva...
La ricetta che presento è quella di famiglia, l'ho confrontata con quella dei Carmen Artocchini pubblicata nel libro "400 ricette della cucina piacentina", ed è molto simile, mi è servito per definire le dosi...
Di solito ne preparo grandi quantità che poi congelo su vassoi e al momento di cucinarli li immergo nel brodo bollente ancora congelati, non risentono minimamente di questo metodo di conservazione e rimangono ottimi!
Ci sono diverse varianti all'interno della nostra provincia, soltanto a Castell'Arquato (borgo stupendo da visitare assolutamente) vengono proposti senza carne, ma con tanto grana, e poi a Fidenza e Parma ... insomma ogni zona se non addirittura ogni famiglia ha una sua ricetta (cosa che capita spesso quando si tratta di ricette tradizionali).
Ma ora passiamo alla ricetta, sicuramente elaborata, ma con un minimo di organizzazione la preparazione può essere divisa in più giorni ....




Ingredienti per 6/8 persone
pasta
400g di farina
3 uova
acqua q.b
1 cucchiaio di olio
sale
ripieno
350g di carne di manzo (taglio pernice)
3 spicchi di aglio
50g di burro
100g di pane grattugiato
150g di formaggio grattugiato (Grana Padano)
150g di formaggio grattugiato (Parmigiano Reggiano)
3 uova
1 carota
1 cipolla piccola
1 canna di sedano
noce moscata
1/2 bicchiere di vino rosso
sale e pepe
brodo in quarta
1/4 di cappone
200g di manzo
100g di vitello
100g di maiale
1 carota
1 cipolla
1 chiodo di garofano
1 canna di sedano
1 spicchio di aglio
sale

Preparare lo stracotto: scaldare il burro, rosolare la carne dopo averla steccata con l'aglio, salare e pepare.
Aggiungere la cipolla il sedano e la carota, sfumare con il vino rosso, inserire acqua fino a ricoprire la carne e cuocere per almeno 6 ore, con coperchio appena aperto e a fuoco basso.
Ideale è interrompere dopo circa 3 ore e riprendere il giorno dopo. Controllare sempre il livello del liquido, che però a fine cottura deve essere assorbito più della metà.

Preparare il ripieno: togliere la carne e tritare molto fine (io uso il cutter, ma si dovrebbe con la mezzaluna), far bollire il brodo rimasto e scottare in una ciotola il pane grattugiato (attenzione, non deve essere troppo bagnato) inserire poi i formaggi, le uova e la carne tritata.
Aromatizzare con la noce moscata, aggiustare di sale.
Amalgamare molto bene con un cucchiaio; la consistenza deve compatta.

Preparare la pasta: fare la fontana sulla spianatoia, mettere all'interno le uova intere e l'olio, iniziare ad impastare, se ce ne fosse bisogno aiutarsi con un poco di acqua. Impastare bene, far riposare l'impasto sotto un tovagliolo per 15-20 minuti.

Preparare gli anolini: tirare una sfoglia sottile, disporre da un lato tante palline di ripieno distanti tra loro 5 cm circa, ripiegare la pasta in modo da ricoprire il ripieno, chiudere con l'indice e l'anulare stando attenti a non far rimanere aria all'interno.
Tagliare con la classica forma di ottone, formando delle mezze lune piene.

Preparare il brodo: In una pentola con acqua fredda mettere le carni, far bollire per 5 minuti, schiumare.
Aggiungere le verdure (nella cipolla inserire il chiodo di garofano), salare.
Cuocere a fuoco basso per 2-3 ore con coperchio.
Preparare il giorno prima in modo da poter sgrassare il brodo (il cappone lo rende piuttosto grasso).

Cuocere gli anolini nel brodo in quarta (si chiama così perchè presenta 4 tipi di carne diversa), scolarli non appena salgono a galla, metterli in zuppiera e coprirli facendoli riposare un paio di minuti prima di servirli con abbondante formaggio grattugiato.

Con questa ricetta partecipo al contest Mani in pasta di Molino Chiavazza Ricette Paste Regionali -parte III

Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario culinario d'Italia organizzato da Trattoria MuVarA e ospitato, per le ricette della Emilia Romagna, dal blog  Curiosando in cucina

giovedì 13 settembre 2012

Pollo al tikka masala con riso thay e pomodori piccantini

Le spezie, come le piante aromatiche, mi affascinano sempre tanto...mi sembra di non conoscerne mai abbastanza, di non saperle utilizzare nel migliori dei modi, di non riuscire ad utilizzarle al meglio.
Ogni volta è come se partissi svantaggiata....
In questa ricetta che ho cercato di impegnarmi al massimo... abbinando vari aromi, spezie ed erbe aromatiche... il risultato mi ha soddisfatto, ora vi illustro la ricetta e i procedimenti.



Ingredienti
1 petto di pollo
125g di yogurt magro non zuccherato
3 cucchiaini di tikka masala
1 pizzico di peperoncino in polvere
2 piccoli peperoncini piccanti
5 pomodori a grappolo
zucchero di canna
120g di riso thay
20 bacche di coriandolo
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cipolla bianca
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino di zenzero
1 cucchiaino di gram masala
1 cucchiaino di cumino
150ml di latte (o panna)
5 cucchiai di olio evo
3 cucchiaini di za'atar

Preparare il pollo: tagliare il pollo in piccoli pezzi, condirlo con lo yogurt miscelato al tikka masala. 
Lasciarlo a marinare per almeno 2-3 ore. 
Portare il forno a 200°C e cuocere per 10 minuti il pollo dopo averlo scolato dalla marinatura e poggiati su di una teglia.
Soffriggere la cipolla e l'aglio in 3 cucchiai di olio, tostare il cumino, unire il pomodoro pelato rimasto e il concentrato, i peperoncini piccanti, lo zenzero; cuocere per circa 10 minuti aggiungendo un poco di acqua.
Inserire il pollo tenuto al caldo, il gram masala, il residuo della marinatura e il latte.
Cuocere mescolando per circa 5-10 minuti, in modo che il latte si asciughi un poco.

Preparare i pomodori: tagliare 4 pomodori a rondelle spesse circa1/2 cm, disporle su una teglia ricoperta di carta forno, cospargere con 2 pizzichi di sale, 2 pizzichi di zucchero di canna, 1 pizzico di peperoncino in polvere e 3 cucchiaini di za'atar. Infornare a 120°C per circa 1 ora.

Preparare il riso: cuocere a vapore il riso thay, (dopo averlo lasciato immerso in acqua per 5 minuti e massaggiato con le mani per perdere un poco di amido e non avere i chicchi attaccati tra loro dopo la cottura) inserendo nell'acqua le bacche di coriandolo schiacciate (con il bimby: mettere il riso nel varoma, l'acqua -1l- e il coriandolo nel boccale e impostare 20 min a varoma vel1 in modo che il riso cuocia circa 12-14 minuti). 
A cottura terminata inserire in pirottini di alluminio dopo averlo salato e aggiunto 2 cucchiai di olio evo.



Presentare il pollo con il riso thay  aromatizzato al coriandolo e i pomodori al forno, il tutto condito dalla salsa che si è formata durante la cottura.


L'elaborazione di questo piatto è venuta per caso, ho preso spunto dal web e da diverse ricette per il pollo al tikka masala, se rifacessi questa ricetta però invece del latte userei la panna (come riportato da alcune), utile a mantenere più densa la salsa.


Con questa ricetta partecipo al contest Bruciore 2012 del blog Non solo piccante di Ilaria e Tommi 


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA,  che per la lettera B di Balarampur (India) è ospitato da Cinzia del blog Cindystar