martedì 22 maggio 2018

La torta di Nonna Elena


Detta anche Torta con le 3 ERRE!
Lucia ha vinto questo mese il Recipe-tionist e questa è la ricetta che ho deciso di duplicare.
E' la torta della nonna di Luci, Elena (ha il mio stesso nome, e questa coincidenza mi piace!), è una torta speciale, che ricorda le riunioni di famiglia e profuma di buono, come non provarla?
Le ricette delle nonne sono un tesoro che non dobbiamo disperdere, quindi facciamola girare...anche perchè è buonissima!!!
Non ho variato niente, nessun ingrediente, ero preoccupata per la mancanza di uova e invece è risultata perfetta, umida, bella alta, morbida... insomma molto piacevole, ideale per la colazione, per la merenda, ma anche per un fine pasto.
Anzi in realtà ho messo lo zucchero di canna sulla superficie anziché quello semolato, perchè ho l'impressione che faccia una crosticina più croccante e sia più aromatico all'assaggio.
Ha riscontrato un gran successo! Grazie Luci!
Ti avviso che l'ho già rifatta, variando i tipi di farina, ne ho sostituito 100g con quella di grano saraceno,( risultato buono!) il mio obiettivo sarebbe di togliere completamente il glutine e secondo me si riesce. Al prossimo tentativo aumenterò quella di mandorle e toglierò del tutto la farina... poi ti faccio sapere!






Ingredienti
(24 cm di diametro)

300 g di Ricotta
300 g di zuccheRo
300 g di faRina (200 g di farina 00 e 100 g di farina di mandorle)
100ml di marsala
1 bustina di lievito per dolci

zucchero semolato (io di canna)  mandorle affettate










In una ciotola mettere la ricotta e lo zucchero e iniziare a lavorare (io ho usato il frullatore con le fruste per montare gli albumi) fino ad ottenere una morbida crema.
Giusto per capire la consistenza prima di infornarla

Aggiungere il marsala e continuare a lavorare. A parte pesare la farina setacciarla con il lievito, unirla alla farina di mandorle.

Aggiungerla al composto di ricotta continuando a mescolare.

Imburrare ed infarinare una teglia circolare di 24 cm di diametro (io una teglia in silicone).

Inserire il composto nella teglia, cospargere la superficie di mandorle e zucchero.

Cuocere  in forno già caldo a 160°C, funzione lievitati, per circa 35 minuti (controllare la cottura con stecchino, ma non farlo prima dei 30 minuti).



Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Flavia

Le vostre ricette di MAGGIO-GIUGNO 2018

lunedì 21 maggio 2018

Indivia gratinata allo speck


Oggi la rubrica Light and Tasty parla genericamente di "Insalate Amare", un termine non corretto dal punto di vista botanico ma che lascia subito intendere al lettore i tipi dei vegetali di cui stiamo parlando.
Già la denominazione “insalata” risulta generica, anche se solitamente utilizzata per indicare un gruppo di ortaggi a foglia consumati prevalentemente crudi.
La maggior parte delle insalate si può suddividere in tre famiglie botaniche: le cicorie (che includono i radicchi), le indivie e le lattughe, senza dimenticare le erbe di campo.
Le cicorie e  le indivie fanno parte proprio della categoria amara, per il loro sapore. Pare che le insalate amare siano altamente depurative poiché agiscono sul fegato, e consigliate soprattutto nei mesi invernali, quando si riduce l'attività fisica, i pasti sono più pesanti e si tende arimanere in luoghi chiusi.
Inoltre come tutti i vegetali a foglia possiedono pochissime calorie (15-20 per 100 grammi) e contengono vitamine A e C, folati, vitamine del gruppo B (che hanno azione anti fame) e soprattutto fibra, indispensabile per facilitare il transito intestinale.
Quindi cerchiamo di consumarle con regolarità perchè risultano essere un tesoro importante per il nostro organismo.
Ecco qualche idea per cucinarle...


Ingredienti per 4 persone

4 cespi di indivia
8 fette di speck
olio evo
2 cucchiai di pane grattugiato







In una teglia di ceramica, ungere con un goccio d'olio il fondo.

Tagliare a meta per il lungo il cespo di indivia lavato e asciugato, mettere una fetta di speck all'interno ed avvolgerlo completamente.

Posizionare i cespi farciti e avvolti con lo speck nella teglia, cospargere di pane grattugiato e condire con un giro di olio.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti. Servire tiepido.

Ecco le altre proposte:

Polpo con insalate amare di Carla Emilia

Insalata di riso Venere con rucola e mango di Daniela

Indivia belga alla puttanesca di Maria Grazia

Indivia e radicchio con formaggio quark e frutta secca di Milena

Zuppa tiepida di cicorietta, cannellini e datterini di Simona

giovedì 17 maggio 2018

Baked feta - Feta al forno


E anche questo mese partecipo con piacere allo Scambia-ricette organizzato dal gruppo delle Bloggalline. La sorte mi messo in copia con Claudia, una simpatica foodblogger romana con la quale condivido la partecipazione a diversi giochi e rubriche.
Il suo blog La pagnotta innamorata lo frequento già da anni, è bravissima in cucina, e il suo blog è sempre più bello, cambia e ricambia look cercando la perfezione!
Inoltre è un'appassionata di cucina greca, come sapete anch'io tendo ad interessarmi alle cucine degli altri paesi e la Grecia con la sua tradizione mediterranea è una tra le mie preferite, quindi mi sono interessata a quella sezione in particolare ed ho estratto questo piatto, semplice, saporito e d'effetto!
Vi ricordo anche che dal prossimo mese Claudia riprenderà la sua rubrica di cucina greca , ogni 7 del mese appuntamento alla Pagnotta innamorata...mi raccomando!

Prima della cottura



Ingredienti per 4 persone

400 g feta
1  cipolla rossa dolce
2 peperoncini verdi tipo friggitelli
2 pomodori
origano
olio evo
sale





Preparare un coccio da forno o una piccola pirofila (mi piace l'idea di fare le monoporzioni).
Mettere un filo di olio sul fondo, poi sbriciolare la feta, fare un generoso strato.
Pelare i pomodori, tagliarli in quarti e poi a fettine sottili.
Affettare sempre sottilmente la cipolla.
Tagliare i peperoni a cubettini.
Aggiugere i pomodori, la cipolla e i peperoni.
Salare, condire con olio e origano.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C  per circa 15-20 minuti, in modo da rendere il formaggio dorato e un poco sciolto.
Servire tiepido per poterne gustare meglio i sapori e i profumi!

mercoledì 16 maggio 2018

White Lady, aperitivo alcolico per una cena speciale!


E si riparte con una nuova avventura: Menù lib(e)ro, iniziativa presentata qualche giorno fa (qui), se non siete informati, correte a leggere!

Questa è la prima tappa, che tratta di Aperitivi analcolici e cocktail di benvenuto, siamo a festeggiare da Aiu, nella sua Trattoria MuVaRa, e vi aspettiamo tutti con i vostri contributi a questo tema (alcolici e non ), che devono essere tassativamente tratti da un libro (che deve essere fotografato) e non devono essere già stati propostio (qui troverete le regole riassunte).

La mia proposta è un Aperitivo Alcolico, chi mi conosce sa che non poteva essere diverso, un'icona degli aperitivi, un classicone.
E' un aperitivo codificato IBA (International Bartenders Association), appartenente alla categoria Unforgettables (indimenticabili) della lista ufficializzata nel 2011.

Molti paesi ne rivendicano la paternità, in Francia si dice che sia stato creato in onore dell'opera "La Dame invisible" di François-Adrien Boieldieu; degli USA si racconta che fu dedicato a Ella Fitzgerald che con abito bianco cantava "Sophisticated lady", ma risulta più attendibile che sia stato creato negli anni 20 a Parigi nel Harry's Bar, da Harry MacElhoner (lo stesso inventore del Sidecar e del Alexander).
La leggenda dice che lo preparò per una donna dal vestito bianco che entrò nel bar ed ebbe un malore: lui miscelò questi tre ingredienti e la donna dopo un attimo si riprese; altri, meno fantasiosi e romantici, sostengono che  il suo nome sia dovuto alla superficie di schiuma che si forma al momento della presentazione.
In ogni caso, qualsiasi sia la storia, vi assicuro che va provato! Ed ecco qui le dosi e il libro da cui è stato tratto "Stuzzichini, Antipasti & Cocktail" - I grandi Libri di Mosaico Editore.


Ingredienti
5/10 di Gin
3/10 di Contreau (triple sec)
2/10 di succo di limone

Spremere due limoni circa (dipende se sono succosi) e filtrarli con un colino a maglie strette.
Poi prendere lo shacker , aggiungere il ghiaccio, inserire i liquori e il succo.
Agitare energicamente per 10-15 secondi e poi versare nella coppetta.
Si serve senza decorazioni.

Ho utilizzato un bicchiere da martini e per due porzioni ho inserito nello shacker:  4-5 cubetti di ghiaccio, 100ml di Gin, 60ml di Contreau e 40ml di succo di limone. Si formerà una schiumetta bianca, che però nel mio caso non è risultata persistente, e nella foto non compare.

Con questa ricetta partecipo a Menù lib(e)ro